Taglio del rating del debito italiano: gli effetti sui mutui per MutuiSupermarket.it

Taglio del rating del debito italiano: gli effetti sui mutui per MutuiSupermarket.it

Standard & Poor's ha tagliato in settimana il rating del debito italiano, sancendo l'aumentata rischiosità dei nostri titoli di Stato. La valutazione della società di rating segue le tensioni finanziarie degli ultimi giorni e non fa altro che agire da incentivo forte per lo sviluppo di politiche di rilancio dell'economia del nostro paese, oramai non più prorogabili.

Questo intervento produce effetti significativi anche per la quotidianità di chi si appresta a contrarre un mutuo per l'acquisto della prima casa. «L'aumento degli spread applicati dalle banche è già iniziato da qualche mese» – sottolinea Stefano Rossini, amministratore delegato del comparatore mutui MutuiSupermarket.it – «e si riflette sulle offerte e sulla domanda di mutuo». Nell'ultimo trimestre gli spread tra le migliori offerte sono infatti aumentati mediamente di 10 centesimi per il tasso variabile e di 35-40 centesimi per il tasso fisso.

L'incremento si fa notare più pesantemente sulle lunghe durate, mentre sui prestiti decennali è minima, in quanto il rischio insolvenza stimato dagli istituti di credito è minore. Questi ultimi, essendo i principali sottoscrittori dei titoli del debito sovrano, si trovano a fronteggiare gli effetti di una capitalizzazione in riduzione, che comporta crescenti difficoltà nel funding, ossia nelle attività di reperimento di denaro sui mercati interbancari.

Fortunatamente oggi l'aumento degli spread è controbilanciato da una riduzione degli indici Euribor e IRS, per cui l'effetto sui tassi finiti non risulta particolarmente evidente. Se dovesse tuttavia proseguire la spirale di aumento degli spread, l'effetto per il consumatore finale potrebbe sicuramente essere più visibile. La tendenza della domanda di mutui degli ultimi mesi vede un forte ritorno al fisso, che oggi peraltro è il tipo di prestito più interessato dal caro spread. Ora occorrerà vedere se, nei prossimi 9 mesi, questo caro spread e le aspettative di stabilità dell'Euribor porteranno ad un rinnovato interesse verso i mutui a tasso variabile.



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Autore: Mutui Supermarket - Fonte originale: Italia Risparmio.
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